«Scegliere» dal latino *exelĭgĕre, composto di ex– e elĭgĕre, ossia cogliere, raccogliere, prendere, dunque distinguere e determinare, tra più cose o persone, quella che sia o ci sembri più adatta allo scopo o più conveniente alle circostanze (Treccani).
Il tema della scelta é stato scelto dal Comitato Biblioteca per il “Caffè letterario”, un momento di ritrovo organizzato periodicamente, al posto della consueta tertulia, dal comitato stesso, al fine di stimolare riflessioni su tematiche di vario genere.
Le residenti hanno potuto esprimere la loro opinione e i loro pensieri al riguardo, dando vita ad una conversazione arricchente e interessante.
La scelta è uno dei tratti che contraddistingue l’essere umano. Infatti, in quanto dotato di libero arbitrio, l’uomo è in grado di scegliere. Ebbene sì, l’uomo è libero, ma questa libertà comporta anche delle difficoltà. Operare delle scelte, infatti, può rivelarsi complicato, soprattutto in base alle circostanze.
I motivi per cui scegliere può risultare difficile sono molteplici. Spesso si tende a mettere in discussione le proprie capacità, si teme che prendendo una determinata strada si possano perdere opportunità che si sarebbero rivelate migliori, si ha paura dell’errore.
La paura di sbagliare è comune a molte persone. Semplicemente si vive l’errore come una tragedia, con un annesso senso di colpa pressante. Inoltre, si insinua nella mente una vocina rimproverante e fortemente autocritica. Non è facile liberarsi da questo meccanismo, soprattutto se si tende ad essere persone perfezioniste, che provano a dare il meglio di sé in ogni circostanza e che, in diverse occasioni si sentono anche responsabili per gli altri.
Compiere delle scelte infatti, non sempre ha degli effetti ristretti, i quali ricadono direttamente sulla persona interessata ma, a volte, come ad esempio in ambienti lavorativi o in un contesto familiare, gli effetti hanno un raggio più ampio.
Per facilitare la presa di alcune decisioni, potrebbe essere utile cercare di cambiare prospettiva, ossia imparare a vedere la possibilità di scelta come un dono. Come detto all’inizio, essa è una capacità tipica dell’uomo, che andrebbe vista come un’opportunità. Scegliere permette di andare al passo col movimento della vita, senza rimanere solo apparentemente statici o farsi travolgere da un fiume in piena. Se non si è in grado di decidere infatti, finisce che la vita decide per noi, oppure lo fanno gli altri. Ciò è solo un sollievo apparente, poiché in realtà genere un forte stato di insoddisfazione e frustrazione per il fatto di non essere riusciti a far valere la propria volontà.
Per essere in grado di scegliere bisogna avere il coraggio di guardarsi dentro e di essere sinceri con se stessi. Solo ammettendo a se stessi i propri veri desideri e priorità si potrà capire cosa si vuole davvero e cosa è meglio per sé.
Il giudizio degli altri è molto relativo. Da una parte, chiedere consiglio è utile e saggio, poiché il punto di vista altrui può rivelarsi arricchente, permettendo di cogliere altri aspetti della situazione. Inoltre esternare i propri pensieri aiuta a razionalizzarli e a dare loro concretezza, il che consente di rendersi meglio conto della loro sostanza.
Dall’altra parte però, chiedere consiglio può rivelarsi fuorviante, poiché in una stessa situazione, persone diverse agirebbero in modi differenti, in base alla loro personalità, esperienza di vita, morale e valori.
Come già detto dunque, è importante trovare il coraggio di guardarsi dentro e fare chiarezza dentro di sé, in modo da non tradire i propri ideali e desideri.
Può sembrare banale scriverlo, ma la vita è una e andrebbe vissuta non in base a cosa gli altri si aspettano da noi, ma inseguendo quello che è il nostro fine, verso la tendenza all’infinito tipica dell’uomo, che lo conduce alla realizzazione personale e alla felicità, facendo del bene non solo a se stesso ma anche alla comunità. Questa tendenza all’infinito dunque non è fine a se stessa ma da’ vita ad una reazione a catena di bene e prosperità.
A cura di Ludovica Maria Tidore