31 03 2019

# FESTA DELLE FAMIGLIE A.A. 2018/2019

Domenica 31 Marzo si è svolta la nostra annuale festa delle famiglie, giornata dedicata allo stare insieme e alla condivisione dei momenti di vita quotidiana anche con i nostri cari.

In questa occasione è stata presente la Dott.ssa Fulvia Strano, curatore d’arte presso il museo di Palazzo Braschi, in veste di relatrice della conferenza che si è tenuta in apertura della giornata.

La nostra ospite ci ha reso partecipi della sua esperienza, trasmettendoci l’amore e la passione per il suo lavoro, incentrato su un nuovo modo di concepire l’opera d’arte, tale da aumentarne la capacità comunicativa per il grande pubblico di un museo.

Un progetto, il suo, mirato a rendere fruibile l’arte al visitatore medio, utilizzando nuovi e originali mezzi di espressione per suscitare l’interesse e la curiosità in una società che si mostra sempre più attratta da altri hobbies piuttosto che dal visitare un museo.

Ci racconta delle sue idee innovative e dei progetti messi in atto, come inscenare un’opera d’arte con l’aiuto dei vari sensi eccetto la vista, proponendola a un pubblico composto da visitatori ciechi e vedenti bendati, facendo porre così l’attenzione su particolari che potrebbero sembrare in un primo momento irrilevanti nell’osservare un’opera, come gli odori o i suoni, ma che invece riescono a far calare pienamente lo spettatore nella scena rappresentata e a farle prendere vita.

Come anche nel mostrare l’atmosfera della Roma antica, raccontata nei dipinti presenti nel terzo piano, lei cerca di unificare il senso di queste opere con le esperienze del grande pubblico, sottolineando il sentimento della “perdita”, caro a ciascuno, che diventa il vero leitmotiv di questo piano, in modo da coinvolgere e emozionare i presenti, il tutto accompagnato dalla narrazione di un racconto in tale ambientazione.

Per scoprire un’opera d’arte, lei sostiene, occorre poterla vivere a 360 gradi, le sculture vanno “viste con le mani”, solo cosi si possono aumentare le potenzialità dell’osservazione e comprensione dell’opera, accorgendosi di cose fin ora non considerate, come in questo caso la consistenza delle superfici.

L’arte è un linguaggio che parla con i suoi fonemi, che si esprime con forme, colori e luce, questo è il messaggio che la nostra ospite ha cercato di trasmetterci con la sua passione e la propositività mostrata nello svolgere il suo lavoro, avvicinandoci alla riscoperta dell’affascinante mondo della storia dell’arte.

Il ruolo del museo cosi diventa quello di luogo di condivisione, di dialogo e di incontro di sguardi.

Dopo l’intervento della dott.ssa Strano, che ha saputo catturare per tutta la sua durata la nostra attenzione dal pubblico, la festa prosegue, e come ogni anno, dopo il pranzo, si svolge la tertulia in compagnia delle nostre famiglie, che possono così entrare a far parte per un giorno della quotidianità vissuta qui a Celimontano.

Lorena Bassis